ALFA CENTAURI 7°(MICKY MICOL)

© Copyright 2009† RexDeus-All Right Reserved†

© Copyright 2009† RexDeus-All Right Reserved†

MICKY MICOL:
REPLICANT
BODYGUARD

NEXUS 5000
EXPERT
ON TANTRA -
TELECINESI
(ART MARTIALS)
Mi chiamano Micky Micol: M come Martial Art I come Indù C come Chatra K come Kama Y come YogaLe  mie origini sono troppo antiche per dirvi subito da dove vengo, necessita una introduzione delle origini:
Tratto dalla biblioteca galattica, curato da Garbha Yoga
www.garbhayoga.com Shakti Yogini dice: Le leggende simboliche dei Purana, i libri sacri della cultura shivaita dell’India antica, ci parlano del Dio Shiva come una divinità dai molteplici aspetti. Shiva è il principio della forza centrifuga per mezzo della quale ogni vita, ogni forma, ogni sistema cosmico si dissolve nella infinita immensità del divino. Tutto ha origine in lui.
“Shiva è la forza di espansione del mondo, è la fonte energetica dell’esistenza, il principio della vita, ma è anche, poiché l’espansione finisce con una totale dispersione, il principio della dissoluzione e della trasformazione”.
Ritirato in meditazione sulla sua montagna paradisiaca (come gli dei di tutte le religioni), praticando lo yoga per millenni, assumendo le numerose posizioni dello yoga, crea le diverse specie degli animali, degli esseri e i differenti elementi dell’universo (le posizioni infatti hanno tutte nomi di animali o di elementi della natura). Egli dunque è il dio dello yoga. Fulmina col suo terzo occhio, l’occhio della chiaroveggenza e del sapere, coloro che disturbano la sua meditazione. Shiva è il Signore del ritmo e della danza, e come tale dà origine al mondo delle forme; infatti tutto vibra, tutto ha un ritmo nell’universo così come il respiro dell’uomo, il battito del nostro cuore, il giorno e la notte e tante altre cose nella natura. Il tutto è governato da una forza centripeta di concentrazione chiamata Vishnu, da una forza centrifuga di dispersione chiamata Shiva e da una risultante che dà luogo al movimento circolare degli astri e degli atomi, cioè a dire alla materia, chiamata Brahmà. La materia quindi è un’illusione, cioè perisce, finisce o, se vogliamo, si trasforma; perciò solo l’energia esiste ed è questa energia che dà origine alla vibrazione, al ritmo, ai movimenti, creando così l’apparenza della materia, degli atomi, dell’universo e anche della percezione dei nostri sensi, della memoria e del pensiero. Le prime espressioni dell’uomo, le prime comunicazioni sono il gesto, la danza e questo costituisce anche il primo linguaggio. Shiva è dunque all’origine del tempo; è il principio della esistenza e della vita. Egli è il procreatore e il suo segno è l’organo della procreazione; da qui i simboli fallici delle culture orientali prima e mediterranee poi. Il grembo femminile, la donna è paragonabile alla possibilità energetica della materia, della Shakti. La madre terra elabora il seme dal quale nasce poi la pianta; così la procreazione nell’uomo e nella donna. Infatti tutto nell’ordine naturale, nel dominio di Prakriti (la natura), è orientato verso la continuazione e l’evoluzione della vita. La funzione di ogni essere vivente è essenzialmente la procreazione o la creazione di qualcosa di sé, che nel piano della natura è la ragione d’essere di ogni individuo, il quale è sempre e soltanto un elemento di una catena infinita. Infatti l’energia vitale nell’uomo nasce dagli organi della procreazione. Shiva è quindi il creatore e il procreatore del mondo, ma ne è anche il trasformatore. La sua apparizione sotto forma umana per insegnare agli uomini i segreti della creazione, il ritmo della vita, i modi di realizzare gli scopi della vita, le tecniche dello yoga, il segreto delle arti, ecc., rappresenta il primo esempio di concezione del Dio incarnato. Lo yoghi, l’adepto dello yoga, con uno sforzo interiore risalendo fino alle origini della vita, prende controllo di questa energia vitale e diventa padrone del suo destino. Così secondo l’antica cultura tutto dipende dalle rivelazioni fatte all’uomo dal dio Shiva, che nelle culture susseguenti, soprattutto mediterranee, divenne Dionisio e poi Bacco. Infatti nella tradizione dionisiaca, la ricerca della conoscenza passava attraverso la pratica della danza e lo sviluppo del controllo delle forze fondamentali che negli esseri assicurano la continuità e la trasmissione della vita. Lo yoga quindi venne rivelato dal dio Shiva all’uomo come il metodo fondamentale per l’autosuperamento di se stessi, per una emancipazione totale dell’uomo sotto tutti gli aspetti. Poco a poco lo yoghi superando i vari gradi dello yoga, cioè perfezionandosi sempre più, diventa padrone delle sue energie vitali e potrà sfuggire alla schiavitù della materia e dei sensi; e secondo la teoria della reincamazione, sfuggire alla catena delle rinascite e delle morti. Avrà più netta la percezione della natura e del mondo e dell’essere divino, che sono fondamentalmente separate e distinte. Partendo dal principio dell’interdipendenza delle nostre reazioni e del nostro corpo, lo yoghi ritiene che con l’esecuzione delle une agisca sulle altre.Io Shakti Yogini figlia di Yogindra nacqui nel lontano………. Storia dello Yoga A partire dalla fine delle glaciazioni, circa 9000 anni prima di Cristo, nei territori del Mohenjo Daro, in Harappa, nella vallata dell’Indo, in Pakistan e nel Panjab attuale, si sviluppò, assieme alla civiltà Dravidica, il culto di Shiva, nel quale diverse tradizioni videro il Signore degli Yogin (Yogindra), primevo Maestro, e al quale si fa risalire la trasmissione dell’Hatha Yoga. Il mio nome deriva dalla Dea Shakti(materia) del grembo materno della terra e Yogini perché sono la prima yoghi(yogi o yogin) donna, e dal mio nome tutte le donne saranno chiamate yogini:donne che praticano lo yoga.

SHAKTI: S come Sancristo, H come Hatha, A come  Agehananda, K come Kama, T come Tantra e I come Indù. Poi nei tempi delle mie reincarnazioni adeguai il nome come Dravna Patanjali,Vijnia Sutra, Shasha Yorga, Shannon Blondy, Samanta Veda, Susy Bong ed altri fino a quello attuale di Micky Micol; ma tutti questi nome hanno sempre avuto in comune le parole della filosofia induista.
Poi  venne il momento della clonazione e di conseguenza per evitare troppe reincarnazioni ho adottato la replicazione Nexa: REPLICANT BODYGUARD NEXUS 5000. Ora vi faccio un po’ di storia vissuta: Tratto dalla biblioteca galattica a curata dal Centro del Loto http://www.centrodelloto.it Le ultime scoperte del Mohenjo Daro hanno dimostrato che i Dravidi furono un popolo di marinai avanzato nelle arti, nei mestieri e nella civiltà, le rovine delle loro città mostrarono un’urbanistica molto raffinata, sistemi di pesi e di misure sofisticati, i loro geroglifici sono ancora oggi oggetto di studio.
Naturalmente parallelamente a tutto ciò in questa civiltà esistevano sistemi filosofici e di conoscenza dell’uomo profondissimi, secondo la tradizione, in seno allo Shivaismo e alle sue radici sciamaniche e ritualistiche nacquero delle scuole dette Tantriche, i cui insegnamenti, mantenuti segreti, si trasmettevano esclusivamente per via iniziatica da maestro a discepolo.
Tali profonde conoscenze e pratiche segrete del Tantrismo Shivaita divennero la fonte di tutte le correnti Yoga ulteriori adottate dalle tradizioni successive, anche Vedica e Upanishadica, influenzando inoltre il Buddismo mahayana, le discendenze tibetane, il Ch’an Cinese, le relative arti marziali e lo Zen giapponese.
Tra le pratiche e i contenuti tantrici più antichi, che solo molto più tardi vennero scritti in sanscrito, conosciamo il fondamentale “Vijnanabhairava tantra” (tantra della conoscenza suprema), probabilmente la summa più straordinaria di metodi yogici mai riunita, nessun testo ulteriore, in nessuna scuola, offre allo yogin un ventaglio così variegato. Questa singolarità deriva dal fatto che lo Yoga tantrico non è soltanto “la via dell’arresto dell’attività automatica del mentale”, come definirà poi Patanjali nel celebre Yogasutra, ma uno Yoga, come evidente nel “Vijnanabhairava tantra”, che utilizza quale via mistica verso l’Assoluto lo spettro integrale dei pensieri, delle emozioni, dei sentimenti e delle sensazioni del ricercatore spirituale situato dentro il pullulare della realtà quotidiana.
Comunque lo Yoga non è estraneo alla nostra eredità razziale, la lingua in cui sono scritti i più antichi documenti sullo Yoga è il sanscrito, il linguaggio dei nostri avi indoeuropei.
Parole come pitr (pater-padre), vidhava (vedova), manas (mens-mente), dimostrano la nostra parentela con i primi esploratori del sentiero Ariano.

La civiltà Dravidica, di cui sopra, raggiunse il suo apice tra il 6000 e il 2000 a.C. data delle invasioni Ariane, che segnò l’inizio della tradizione Vedica.
Gli Ariani invasero progressivamente il nord dell’India, riducendo in schiavitù le popolazioni indigene ma senza arrivare a sradicare quella formidabile cultura mistica e di conoscenza che era lo Shivaismo, di cui assorbirono lentamente un gran numero di elementi, e che si ritrovano poi infatti nella Bhagavad-Gita (considerata come la Bibbia per gli Indù).
La nuova popolazione creatasi appunto dall’unione degli invasori Ariani con le popolazioni dei territori del nord dell’India si dedicò alla ricerca e alla speculazione filosofica sui temi dei misteri dell’esistenza, e facendolo con alti risultati.
Questi antichi rischi furono straordinari osservatori della natura, sperimentatori dell’essenza dei limiti dell’uomo e delle sue complesse relazioni con le realtà, dalle loro realizzazioni e dalla loro tradizione orale, nacquero i testi sacri indiani rimasti come i più antichi (anche se nessuno sa quando furono composti, né mai lo si saprà): i quattro Veda (RigVeda, SamaVeda, YahurVeda, AtharvaVeda), tutta la filosofia induista si fonda sulla sacralità delle realizzazioni contenute nei Veda.
Dai Veda nacquero i Bramana e le Upanishad, i primi sono libri di testo per i riti sacerdotali, i secondi, che ci interessano di più come studiosi dello Yoga, contengono le pratiche destinate a coloro che abbandonavano il mondo ed esploravano i misteri dell’esistenza in eremitaggi, lontani dalla vita dell’umanità.
Upanishad significa “sedere insieme”, e si riferisce a quell’ambito fondamentale che era l’intimità dell’insegnamento tra maestro e discepolo.
Il tema centrale delle Upanishad è la ricerca della verità della realtà, si pensa esistano 180 Upanishad e dieci di esse sono le più antiche e autorevoli, si suppone che siano state scritte tra il 1000 e il 300 a.C. ma nulla si conosce dei loro autori, che alcuna notizia lasciarono di loro ai posteri.
In seguito poi, nella filosofia induista, si iniziò (dal 550 a.C. al 1000 d.C.) a cercare di riorganizzare l’immensa mole di informazioni prodotta dal periodo Vedico attraverso sei differenti sistemi di visione della realtà, i Dharshana (Vedanta, Purva-Mimamsa, Nyaya, Vaisesika, Samkhya e Yoga). Ogni dharshana rappresenta quindi un punto di vista metafisico della filosofia indiana, scaturito dalla sapienza Vedica: nessun darshana, cioè, inventa autonomamente un sistema, ma produce un approccio particolare ad un tema o aspetto già apparso nei Veda.

Ecco allora che lo Yoga costantemente e concretamente ha esercitato un influsso enorme sulla scienza dell’uomo e sulla cultura spirituale indiana; ancora e ufficialmente con il Dharshana “Yoga Sutra” di Patanjali – (vissuto probabilmente tra il IV e V secolo d.C.) – che ordinò la dottrina e
sintetizzò nei suoi 194 aforismi (Sutra) l’essenza della disciplina dello Yoga rendendola sistema ortodosso della filosofia indù e della ricerca spirituale indiana.
Tantissimi altri testi antichi sullo yoga esistono o furono redatti, tra i più fondamentali, e che interessano da vicino le pratiche Yogiche, oltre al già presentato Vijnanabhairava tantra, citiamo l’Hatha Yoga Pradipika, la Gheranda Samhita e la Shiva Samhita.

Cosa vi devo dire, che la mia storia sarebbe troppo lunga da raccontare, ma vi prometto che durante il proseguo del racconto, cercherò di narravi alcune delle mie vite vissute, oggi è il mio compleanno: sono nata il 4 ottobre nell’anno 31.000 anno terrestre 9000ac, e ne compio solamente 231.000 anni…..hihihih!

© Copyright 2009† RexDeus-All Right Reserved†

LA STORIA CONTINUA CON ……..ALFA CENTAURI 8°(DOVE SONO GLI EROI)

Leave a Reply

*
To prove that you're not a bot, enter this code
Anti-Spam Image