Mary Tenebrosa

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Musica della notte

Quando brami strane tentazioni, quando vuoi oscure sensazioni, nella notte senti immensi sogni ardenti. Notte lieve colma di splendore, chiama, senti, offrile il tuo cuore. Guarda gli occhi mie come in sogno ti vorrei, non sarà la luce che davvero vuoi. La notte dolce musica per noi. Chiudi gli occhi ed arrenditi, adesso puoi Per salvarti i tuoi sogni infiammerò, chiudi gli occhi e il tuo angelo sarò. Fantasie, nel tuo calice berrò. Notte nera che ti avvolge adesso, tinte tetre, sei in mio possesso. Vivi e capirai, nell’immenso volerai se non hai confini. So che tu lo vuoi. la notte dolce musica per noi. Senti ormai la ragione, muta, fugge via coi pensieri di un mondo non più tuo… Volerò dove offenderci non può, Con l’idea che persa in me ti avrò. Folle scorre, velenosa ebrezza, dammi, ama, prendi ogni carezza, resteremo qui, lascia nascere così quell’immagine di amore che tu vuoi. Può tutto questa musica per noi. Sempre immensa musica per noi..” (La musica della notte dal Fantasma dell’opera)

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LA SIGNORA DELLE CAMELIE – Alexandre Dumas fils

Nel 1844 a Parigi Alexandre Dumas figlio conosce Marie Duplessis, la donna che gli ispirerà il suo più noto romanzo La signora dalle camelie (1848). Per l’epoca in cui fu scritto affronta un tema scandaloso. E’ stato infatti oggetto di critiche e interpretazioni diverse ed ha suscitato lo sdegno dei benpensanti per il tema trattato e ha commosso migliaia di lettori nel mondo. E’ la storia dell’infelice amore tra Margherita Gautier e Armando Duval. Infelice perché contrastato in nome delle buone regole piccolo-borghesi. Lei è infatti la mantenuta, abituata a vivere nel lusso, a indossare abiti sontuosi, a essere circondata di gioielli e accessori preziosissimi che si innamora del giovane di buona famiglia Armando. Ottenne immediato successo e lo stesso Dumas ne scrisse una versione teatrale. Tuttavia, la fama de La signora delle camelie è legata soprattutto alla trasposizione in musica composta da Giuseppe Verdi, La traviata, che venne rappresentata per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853. Margherita Gautier, o Violetta Valery ne La Traviata, é diventata nel tempo un simbolo, interpretato da celeberrime donne di spettacolo: Eleonora Duse, Greta Garbo, Maria Callas.

Margherita non si sente degna di Armando e soffre la distanza morale e sociale che li separa. Armando d’altro canto si sente in colpa nei confronti della propria famiglia e della stessa Margherita per averla, in qualche circostanza, umiliata e fraintesa.

Disperato tentativo di riscatto e incompreso sacrificio emergono dal racconto dando vita a una narrazione che oggi potremmo definire “una storia d’altri tempi”, ma che certamente continua ad affascinare e a suscitare sensazioni, emozioni con la stessa forza di un tempo. Delicato e struggente.

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LETTERA

Non sò spiegarti per quale straordinaria alchimia mi sono innamorata di te, perchè anche senza dirtelo ancora ti avevo già donato il mio cuore.

e allora dopo tutte queste cose offensive……..

Auguro a te e alla tua lei….. tutto il bene del mondo, perchè nonostante tutto io ti amo ancora, e voglio solo il vostro bene.

Ieri erano le tre del mattino, i a pensare a te, a quello che sarebbe potuto essere e ti amo ancora

ma per te l’amore è un gioco, lo dimostra il fatto che ti consoli subito, un vero peccato che l’amore quello vero ti sia passato così vicino e non l’abbia saputo riconoscere, soltanto per correre dietro ai fantasmi del passato un poco come me. Frà poco andrò a letto, se riusciro a dormire ti sognerò, e se non riuscirò a dormire allora ti penserò, perdonami per tutte le cose brutte che ti ho detto, ma se l’ho fatto e perchè a te ci tenevo e mi ero innamorata di te. Addio se vuoi un addio, ma non uscirai facilmente dal mio cuore, ma il tempo mi aiuterà a dimenticarti se lo vuoi sul serio

Tu ti consolerai  con lei …io continuerò tenebrosa regina a vagare per  la mia vita anche se non sò darmi pace per averti perso……..

Sicuramente ho commesso degli errori nei tuoi confronti, ma non hai mai fatto un passo per venirmi incontro, ho 2 difetti enormi, sono gelosa e possessiva…..

ti amo è vero, ma se vuoi ch ti dica addio lo faccio per non perdere la mia dignità.

pechè non voglio illudermi ….. ho creduto potesse andare tutto bene fra noi, ma non è cosi.. perdonami allora se è solo colpa mia.

vorrei morire io al posto tuo, per dimostrarti quanto ti amo, ma la nostra storia è al limite dell’impossibile..

Non  posso vederti, non posso toccarti, non posso baciarti, non posso far l’amore con te

ma tu vorresti un amore senza speranza? riesci ad andare a dormire senza avermi baciata almeno una volta, senza avermi stretta a te almeno una volta e sentito il mio Profumo?

il sangue mi ribolle nelle vene, sare capace di tenerti sveglio per l’intera notte capisci cosa intendo? come posso vivere sapendoti lontano….

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… Il mio grande amore….

… Il mio grande amore….. stanotte ti ho sognato.Un sogno dolce eppure così crudele… tu che eri in casa mia.. Vicinoeppure lontano.. Ed era tutto così strano… un mondo fatto delle mie duevite… ed ora che tutto di te si allontana io non so davvero dove andarea parare.. Non volevo che le cose finissero così. Avrei voluto poteralmeno una volta dirti cosa provo per te… e rubarti il bacio d’addio.Invece tu ora rimani solo un’ombra tra i miei sogni… una parentesi trale mie giornate. è tutto così difficile.. Averti ritrovato e perso comese nulla fosse.. Come se anche questo incubo non avesse fine. Credevo diriuscire a dimenticarti, di non poter piangere ancora per te. Maevidentemente mi sbagliavo… perdonami se sono stata petulante,onnipresente, sfacciata, innamorata. Perdonami. è sempre tutto piùdifficile quando si tratta di amore… forse lo sai. E tu, amore, indimenticabile… sei ancora come un fantasma presente nella miavita… e ti infili in ogni angolo, e nei momenti più impensati, piùinopportuni mi sconvolgi il cuore, richiami alla mente ricordi chemi fanno sussultare, sorridere, perdere la cognizione di spazio etempo. Gli occhi vuoti, l’aria assente, il corpo rilassato.. Questi sonoi sintomi che avvertono gli altri che tu, ora, sei in me…. Se solosapessero leggere.. Capirebbero a cosa sto pensando, e mi lascerebberoin dolce compagnia… poi bruscamente ritornoalla mia vita reale, una vita dove tu non ci sei. Ancora un volta misento sbattere contro l’immagine dura e fredda di un mondo dove la tuaassenza è più forte della tua presenza. Mi sento male… e penso, perun’altra volta ancora… a quel ritornello “se si potesse giuro vendereil’anima per riavere te ma ora non ci sei”… Tornerà…….. è a milano… un pugno nello stomacounito alla consapevolezza che eri lontano miglia dalla mia vita..L’allegria di averti ritrovato e lo strazio profondo di sapertiirraggiungibile, l’immane desiderio di contattarti, saperti vicino…ilpesante sforzo di trattenersi dal rivelarti tutto…subito!!!! ma ci sonoriuscita fino al limite, fino a quando sapevo di poter contare su lui…che era nelle mie giornate . Lui,che mi aveva riaperto il cuore facendomi dimenticare te. Lui, che nonavrei mai amato come te, ma che avrei potuto amare in modo diverso, manon meno appagante. E poi anche lui, mi spinse giù da quella montagna difelicità da cui guardavamo il mondo… mi fece cadere, ed io non capiipiù dove era la strada. Come dante, mi persi, ancora una volta e senzadi te, senza persone… non trovavo la via d’uscita. In quel primo giornoda sola ne versai di lacrime, conscia dell’impatto di tali sofferenzesugli altri e su di me.. Spenta, ancora una volta… Ebbene, ancora una volta, con una forza che nasceva dachissà dove mi sono tirata su. Ho continuato per la mia stradaaccompagnata dal debole riflesso della tua aura, ogni giorno uguale adun altro, ogni giorno con i pensieri tuoi che si accavallavano ai miei.Ogni giorno punta da quei ricordi che costringevano gli occhi adinumidirsi. E la voglia di sentirti accanto, di sapere cosa ne era statodella tua vita senza di me si abbatteva contro il muro della ragioneche con forza si opponeva alla folle idea di poter avere un minimocontatto con te. è una pazzia mi ripetevo. Ma la pazzia non ha limite,ed in un giorno come un altro, mi ritrovai davvero a delineare in frasidi senso compiuto quelle parole che così spesso avevo accumulato nellamente. Una semplice e-mail di poche righe, un po’ sconclusionata, senzaun vero scopo solo col bisogno di scriverti. Senza credere in unarisposta, ma pur sempre in fondo in fondo sperando di averla. Ed arrivò,reale, vera, e – l’ho sempre creduto – sincera. Delle parole chiare,forti, decise, colorate, vive. Parole cheparlavano di qualche rimorso sussurrato appena, qualcosa che comunque voleva dirmi,come se mi dovesse un piccolo gesto di pietà. E fu come untoccasana per la mia anima. Mai stata così felice, mai stata così sicuradi essere attorniata da quella strana forza chiamata fortuna,invisibile eppure indistruttibile. E lasciai passare del tempo prima dipoter trovare qualcosa con cui poter ancora provare ad aprire unabreccia nel muro che divideva i nostri mondi. Per la paura di sembrareossessionata, per non voler distruggere quella piccola possibilità checon le mie mani mi ero formata. Ed ancora una volta, fu tutto inutile.Fallii. Quelle piccole parolone da lui scritte e da me rilette migliaiadi volte non erano state che uno scudo, un dovere a cui si era sentitochiamato. non mi voleva nella sua vita. Nonpiù. E allora sarei tornata quell’invisibile fantasma di un tempo, unombra senza vita, e fu così. Lentamente i miei sensi si sfaldavano eritornavo una povera disillusa che non voleva lottare, sommersadalle lacrime, accomodata nel suo trono di dolore e mi accomiatavo dalmondo, con un solo battito di ciglia

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Tutto sembrò

Tutto sembrò così rapido e crudele che per qualche istante la mia mente rifiutò l’ immagine e l abominio che essa rappresentava,

ogni cosa intorno era pura malvagità e il suo aspetto assumeva i contorni di un gioco demoniaco.

Passò così un’altra ora in attesa,

un’aria gelida mi investi ed un brivido mi strisciò lungo la schiena,

era tutto lì,

volevo credere che la verità fosse diversa ma sapevo in cuor mio che era davvero così spietata come mi si presentava davanti agli occhi.

Per comprendere a fondo quello che vi sto scrivendo in queste poche righe forse conviene tornare indietro di una settimana,

perché il mondo ci ha impiegato esattamente sette giorni a morire …

STAR TREK AURORA 3

Star Trek Aurora 3

3.) Due o tre cose sulla storia.

L’equipaggio dell’Aurora è costituito fondamentalmente da due splendide fanciulle: l’umana Kara Carpenter, il capitano della nave dai capelli rossi e la Vulcaniana T’ling, quello che ufficialmente potremmo definire il suo “Numero Uno”; sta di fatto che l’equipaggio della nostra nave stellare è tutto qui, perciò i titoli delle due ragazze non hanno poi grande importanza…

Per quelli che se lo stanno chiedendo, “Si, la nave è una creazione originale dell’autore, quindi non cercate di trovarla sui registri della Flotta Stellare perché non cavereste un ragno dal classico buco“… Personalmente sono rimasto molto colpito dalla forma di questa nuova astronave, infatti la struttura dell’Aurora è proprio quello tipica che dovrebbe avere una nave destinata al trasporto delle merci; potente, massiccia, sicura.
Dimenticate le linee slanciate dell’ammiraglia della Flotta Stellare, la grazia e l’eleganza della Voyager: l’Aurora ha un lavoro tosto da portare a termine e vederete che ci riuscirà senza indugi!

A proposito, perché mai l’autore ha deciso di chiamare la sua nave proprio Aurora?
Questa è una chicca che Tim mi ha rivelato, durante la nostra corrispondenza “elettronica: il nome si riferisce all’Aurora 7, la capsula spaziale con cui l’astronauta americano Scott Carpenter
orbitò attorno al nostro pianeta nel 1962, durante il programma spaziale Mercury.
Stessa origine per il nome della “Mercury Rising“, l’azienda di trasporti stellari a conduzione familiare che vediamo all’inizio dell’episodio (utilizzare questo nome è una tradizione nella famiglia di Kara, dal momento che la giovane comandante è una diretta discendente proprio di quel comandante Carpenter che è stato uno dei primi esseri umani che abbiano raggiunto lo spazio…).
Tim si aspettava che qualcuno, fra gli spettatori del programma, finisse per cogliere questo sottinteso collegamento fra i vari nomi, ma nessuno glielo ha fatto notare….
Così siete voi che leggete lo STIM i primi a saperlo!

A questo punto ho chiesto a Tim qualche notizia autobiografica…

Grande lettore di SF, è cresciuto a pane e fantascienza canonica, divorando classici come “Dune“, “Fanteria dello Spazio” e tutte le opere di C.J.Cherry, che rimane la sua scrittrice preferita. Giocatore accanito di “Dungeons and Dragons” negli anni della scuola, ha messo a frutto le lunghe ore trascorse davanti alla tastiera imparando a crerare personaggi ed ambienti sempre più sofisticati.  Successivamente la frequentazione di una scuola d’arte, in un periodo dove i sistemi informatici non erano ancora utilizzati per le creazioni artistiche, gli ha permesso di affinare ulteriormente Il suo talento. Oltre ad essere stato uno degli appassionati della prima ora, Tim ha pure avuto la possibilità di assistere ad una delle prime convention dedicate alla TOS, nella prima metà degli anni ’70, e di ascoltare lo stesso Gene Roddenberry in persona parlare della sua creatura.
A quel tempo, sottolinea l’autore, era appena arrivata sugli schermi la Serie Animata e, sebbene Star Trek fosse molto popolare nelle trasmissioni in syndication, sarebbero passati ancora diversi anni prima di vedere il primo film dedicato all’equipaggio classico ed alla Next Generation.
La sua prima occupazione è stata realizzare disegni tecnici per manuali, quandi è passato in un’azienda dove si occupava della parte grafica di alcuni filmati tecnici, occasione in cui ha imparato ad utilizzare il computer e l’editing video, che gli avrebbero in seguito consentito di realizzare ST:Aurora.
Attualmente lavora in una casa editrice dove sviluppa filmati ed animazioni a carattere medico che vengono pubblicati in Rete.
Tim ha iniziato a lavorare su Aurora all’incirca due anni fa, e da allora ha imparato veramente molto, ma anche ora sta sperimentando pesantemente, con l’intenzione di ottenere sempre di più dal tipo di strumenti che utilizza (per la cronaca lavora su di un sistema Macintosh, utilizzando Poser e Cinema 4D).

Avete scaricato Aurora come vi ho consigliato? Cosa ne pensate? Se siete rimasti intrigati ed affascinati come il sottoscritto dall’equipaggio più sexy dell’universo Trek, e da una storia che ti prende già dall’inizio, allora perché non mandare una mail a Tim, dimostrando che avete apprezzato il suo lavoro?

Dimenticavo.
Tim Vining mi ha voluto avvertire di una cosa nella sua ultima mail: la seconda parte di Aurora dovrebbe (se tutto va come previsto) essere pronta per il rilascio sul suo sito nella prossima primavera

Star Trek: Aurora, Parte I (2006)

Voci e personaggi:
Jeannette Vining, Kara carpenter, T’ling, Kara da giovane, Tracy Carpenter
Bob Saur, John Carpenter
Maggie Saur, Miranda carpenter
Matthew Saur, Michael Carpenter
Russell Saur, Jimmy Carpenter

Scritto, diretto ed animato da Tim Vining
La canzone dei titoli “New Day”, scritta da Tim Vining, viene eseguita da Jeannette Vining.

Fonti Bibliografiche:

Homepage di C.J. Cherryh, “http://www.cherryh.com/
Homepage del progetto Aurora, “http://www.auroratrek.com/index.html

Per contattare l’autore: [email protected]

Pace profonda nell’onda che corre.


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STAR TREK AURIRA 2

Star Trek Aurora 2

2.) Chiedete e vi sarà dato…

Il vostro redattore preferito (il sottoscritto) è curioso come un gatto e, seguendo un minimo di buon senso, ha deciso nelle ultime settimane di fare l’unica cosa logica e possibile per ottenere qualche informazione in più sul progetto ST: Aurora.
Ha scritto una mail al suo autore chiedendo lumi.
Tim Vining è stato gentilissimo, ha sopportato con molta calma il mio terribile inglese, ed ha acconsentito a fornire numerose ed interessanti informazioni sul suo background e sul suo lavoro…
L’autore si dichiara affezionato sostenitore della serie fin dai primordi, quando insieme ai suoi familiari si accomodava davanti al televisore, ogni settimana, per seguire avidamente gli episodi della Serie Originale; Tim descrive quel periodo come un momento molto particolare, l’età dell’oro nell’esplorazione americana nello spazio, gli anni delle missioni Apollo verso la Luna, quando il futuro, per i ragazzi stipati davanti alla TV che trasmetteva i primi passi di Neil Armstrong sulla superfice polverosa del nostro satellite, sembrava aspettarli giusto dietro l’angolo.
L’autore è stato un illustratore professionista per tutta la sua vita e fin da fanciullo ha apprezzato il disegno, i fumetti e l’animazione… Ma non si aspettava certo di imbarcarsi in una impresa di questo tipo! Almeno non pensava di arrivare a tanto sino alla chiusura anticipata di “Enterprise“, quando si è accorto, con grande sorpresa, di quanto i fan dell’universo Trek fossero desiderosi di trovare nuove storie, anche quelle prodotte in modo casalingo da altri appassionati.
Per essere onesti, Tim mi ha confidato tranquillamente che, fino alla realizzazione di ST: Aurora, l’artista non si era nemmeno reso conto di quanti altri fan del mondo Trek avessero deciso di realizzare in proprio i loro progetti, pur di mantenere vivo il proprio sogno.

Sembra che sia stata una vera sorpresa, per l’autore, lo scoprire di non essere solo: anzi! Tim considera veramente fantastico che così tante persone abbiano deciso di dedicare i loro sforzi e le loro capacità per sviluppare e proseguire l’opera e le visioni di Gene Roddenberry, dichiarandosi davvero entusiasta di lavorare su Aurora, anche se la realizzazione del progetto sta richiedendo uno sforzo ben maggiore di quanto aveva preventivato all’inizio. È stata la risposta positiva che gli è arrivata attraverso la Rete e non solo, risposta che ha superato le sue più rosee aspettative, a regalargli una carica enorme ed a spingerlo a proseguire con energia sempre maggiore nello sviluppo del suo progetto.
Tim è più che mai convinto che le nuove versioni dei programmi che utilizza per realizzare  le animazioni potranno aiutarlo a velocizzare lo sviluppo di ST: Aurora, così da assicurare al suo affezionato pubblico di vedere in tempi brevi le altre puntate della vicenda. Per il momento mi ha confermato che la realizzazione della storia procede alacremente e che, come orgoglioso “genitore” del programma, nutre grandi speranze che anche il pubblico italiano possa apprezzare gli sforzi fatti fino a questo momento!

Voci e personaggi:
Jeannette Vining, Kara carpenter, T’ling, Kara da giovane, Tracy Carpenter
Bob Saur, John Carpenter
Maggie Saur, Miranda carpenter
Matthew Saur, Michael Carpenter
Russell Saur, Jimmy Carpenter

Scritto, diretto ed animato da Tim Vining
La canzone dei titoli “New Day”, scritta da Tim Vining, viene eseguita da Jeannette Vining.

Fonti Bibliografiche:

Homepage di C.J. Cherryh, “http://www.cherryh.com/
Homepage del progetto Aurora, “http://www.auroratrek.com/index.html

Per contattare l’autore: [email protected]

Pace profonda nell’onda che corre.

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STAR TREK AURORA 1

Video di ladrodicorpi

STAR TREK: “AURORA”
Tim Vining
di Daniele “Nemo” Volpi


Dopo avere scoperto, con il servizio dedicato a “Star Trek: New Voyages“, le meraviglie delle produzioni “fai da te“, realizzate in piena autonomia dai fan delle serie che tanto amiamo, ho pensato di dare una occhiata approfondita in Rete per scoprire se esistono altri appassionati che hanno deciso di girare in proprio le avventure dei loro beniamini, nuovi episodi che la saga ‘ufficiale’ non ci presenterà per chissà quanto tempo ancora …
Vi assicuro che un mondo intero si è aperto davanti ai miei occhi, un mondo sconosciuto che meriterebbe una maggiore attenzione da parte di chi ha in mano le redini del marchio Star Trek.
Una enorme quantità di energie, capaci di dare nuova linfa vitale al programma, riposano nascoste nei corridoi del cyberspazio e sfrecciano silenziose attraverso la grande Rete!
Perché non presentare gli sforzi di questi incredibili personaggi al pubblico italiano?
Perché a questi artisti veri e propri non deve andare il giusto riconscimento che meritano per il loro incredibile lavoro?
Detto fatto!
Oggi comincerò con il parlarvi di un simpatico personaggio, Mr. Tim Vining e del suo progetto “Star Trek: Aurora”.

1.) Due “pupe” da urlo nello spazio!

In soldoni “Star Trek: Aurora” è un film d’animazione completamente originale, ambientato nell’universo di Star Trek durante l’anno 2270, quindi appena dopo la fine delle tre stagioni della TOS e poco prima delle vicende raccontate in “Star Trek The Motion Picture“.
Chi di voi non si è mai posto questa domanda ben precisa: “Ma, oltre all’Enterprise, cose c’è nella Federazione“?
Insomma, le avventure della nave stellare più famosa della fantascienza sono oramai un dato di fatto acquisito da qualsiasi trekker ma, evidentemente, esiste qualche cosa di più che il grande pubblico ancora non conosce e che, fino ad ora, è stato sfruttato solo marginalmente.
Così Tim Vining ha deciso di realizzare una storia capace di mostrare il mondo di Star Trek non dal punto di vista degli ufficiali della Federazione, imbarcati su di una nave stellare, ma attraverso le avventure e le esperienze dell’equipaggio di una normalissima nave da carico, l’Aurora, appunto…
E che equipaggio, oserei dire! Visto che roba? Proprio due pupe da urlo….
A quanto leggiamo nel sito dedicato a ST: Aurora l’ispirazione che ha spinto il buon Tom a realizzare una storia vista dalla parte di alcuni mercanti interstellari, piuttosto che utilizzare le esperienze di ufficiali delle Flotta (personaggi che comunque pensa di introdurre nell’ultima parte della narrazione), viene direttamente dai suoi ricordi di giovane appassionato, incantato dalla visione delle puntate della Serie Originale che passavano alla TV.
La fascinazione per le immagini dei personaggi di contorno e per le figure di secondo piano, che il comandante Kirk aveva incrociato nelle tre stagioni della TOS, avevano spinto Tim ad immaginare quale mai potesse essere la storia di queste persone, costantemente impegnate sulle stazioni spaziali presso i mondi di frontiera, sempre pronte a spostarsi fra un sistema stellare e l’altro.
In fondo anche i personaggi minori della serie dimostravano un notevole coraggio, certo non inferiore agli eroi dell’Enterprise, decidendo di abbandonare il proprio pianeta natale per lanciarsi verso l’ignoto, là dove (quasi) nessuno era mai giunto prima, e molto spesso senza una nave stellare pesantemente armata a propria disposizione…!
Una ulteriore ispirazione, per ampliare i contenuti del suo lavoro oltre i limiti imposti dall’universo Roddenberriano (scusate il brutale neologismo…), gli è arrivata dalla lettura delle opere di C.J. Cherryh, che nei suoi libri ha descrito il commercio interstellare come una delle attività più eccitanti della galassia (Vining raccomanda di leggere il romanzo “The Pride of Chanur” a chi desideri farsi un’idea più approfondita).
Star Trek: Aurora è quello che normalmente si definisce un work in progress.
Le varie porzioni delle storia vengono pubblicate in Rete non appena l’autore riesce a completarle, quindi dovremo armarci di sana pazienza e, per ora, limitarci a dare una occhiata al lavoro fatto fino ad oggi (magari mandando una mail a Tom, Deus Ex Machina dell’intera faccenda, che indubbiamente sarebbe felice di sapere quanto il pubblico italiano apprezza il lavoro che sta facendo). Per il momento sul sito del progetto è possibile trovare la prima parte completa del programma ed una preview di un paio di minuti (circa) della seconda. Quindi, prima di continuare nella lettura fate un salto su http://www.auroratrek.com/index.html e scaricatevi il materiale già disponibile (lo trovate in formato QuickTime e WMV)…


Voci e personaggi:
Jeannette Vining, Kara carpenter, T’ling, Kara da giovane, Tracy Carpenter
Bob Saur, John Carpenter
Maggie Saur, Miranda carpenter
Matthew Saur, Michael Carpenter
Russell Saur, Jimmy Carpenter

Scritto, diretto ed animato da Tim Vining
La canzone dei titoli “New Day”, scritta da Tim Vining, viene eseguita da Jeannette Vining.

Fonti Bibliografiche:

Homepage di C.J. Cherryh, “http://www.cherryh.com/
Homepage del progetto Aurora, “http://www.auroratrek.com/index.html

Per contattare l’autore: [email protected]

Pace profonda nell’onda che corre.

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