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NELLA VITA CI SONO LUCI E OMBRE……..

 

 

La stirpe della Regina

Il vampiro di Baudelaire

Tu che t’insinuasti come una lama
Nel mio cuore gemente; tu che forte
Come un branco di demoni venisti
A fare, folle e ornata, del mio spirito
Umiliato il tuo letto e il regno-infame
A cui, come il forzato alla catena,
Sono legato; come alla bottiglia
L’ubriacone; come alla carogna
I vermi; come al gioco l’ostinato
Giocatore, – che tu sia maledetta!
Ho chiesto alla fulminea spada, allora,
Di conquistare la mia libertà;
Ed il veleno perfido ho pregato
Di soccorrer me vile. Ahimè, la spada
Ed il veleno, pieni di disprezzo,
M’han detto: “Non sei degno che alla tua
Schiavitù maledetta ti si tolga,
Imbecille! – una volta liberato
Dal suo dominio, per i nostri sforzi,
Tu faresti rivivere il cadavere
Del tuo vampiro, con i baci tuoi!”

da I fiori del male (Spleen e ideale)

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Cime tempestose

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leggende relative ai Vampiri

Svariate sono le  storie sempre in bilico tra

realtà e leggenda infatti sembra  esistano dei documenti ufficiali in grado di comprovare la reale esistenza di esseri misteriosi dalle vicende raccapriccianti associabili al mito dei  Vampiri.

Oggi andremo proprio a parlare di un altro di quei misteriosi personaggi che può essere collegata alla “realtà” del vampirismo, parleremo infatti della Contessa Elizabeth Bathory, conosciuta come la vampira più sanguinaria della storia.

Elizabeth nacque  nel 1560 in una delle più antiche e ricche famiglie della Transilvania, a soli 15 anni si sposò con il Conte Ferencz Nasdasdy, vissero in Ungheria presso il Castello Csejthe.

Il Conte anche soprannominato “l’eroe nero di Ungheria”  trascorreva parecchio tempo a combattere e durante le sue assenze , Thorko servo di Elizabeth la iniziò all’occultismo.

Dopo la sua iniziazione Elizabeth cambiò, scappò con un  altro uomo un misterioso straniero ma dopo poco tornò a casa e il Conte la perdonò, ma nei periodi successivi Elizabeth cominciò a comportarsi in maniera strana e crudele, entrò in conflitto con la suocera e cominciò torturare  le serve.

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Il Vampiro – Charles Beaudelaire

O tu, che come un coltello sei penetrata nel mio cuore gemente: o tu, che come un branco di demoni, venisti, folle e ornatissima,a fare del mio spirito umiliato il tuo letto e il tuo regno – infame cui sono legato come il forzato alla catena,come il giocatore testardo al gioco, come l’ubbriaco alla bottiglia, come i vermi alla carogna – maledetta, sii tu maledetta!Ho chiesto alla veloce lama di farmi riconquistare la libertà, ho detto al perfido veleno di venire in soccorso della mia vigliaccheria.Ahimè, che il veleno e la lama m’hanno disdegnato, e m’hanno detto: “Tu non sei degno di venir sottratto alla tua maledetta schiavitù, imbecille! Se i nostri sforzi ti liberassero, i tuoi baci risusciterebbero il cadavere del tuo vampiro.”